Pixel
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Questa è stata l’ ultima opera 60 x 40 creata prima di passare a spazi più importanti. Un passaggio di testimone che traccerà anche un cambio stilistico significativo del registro artistico maturato fino a quel momento. Per questa ragione “Pixel” rappresenta un’opera di transizione sensibilmente meno pilotata dal pensiero e più diretta dall’istinto. L’impronta della stesura dei colori che ne consegue però è solo apparentemente libera da ingerenze concettuali: focalizzare l’osservazione infatti svela una regia: amorfismi sbarazzini fuggono in vivaci geometrie conferendo una leggera stravaganza che non è consueta nel mio registro creativo. 

Me la canterò e suonerò ma devo dire che osservare quest’opera mi mette allegria 😁

Somewhere
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Questa opera, fino al suo momento, è stata in assoluto quella che più mi ha soddisfatto. Nei casi veramente rari in cui mi sento compiaciuto del mio operato, di solito, o non lo sono pienamente o non mi ci sento a lungo; insomma, questa è la proverbiale eccezione.
Ero partito con l’ idea di fare tutt’altro, ma, come spesso avviene in corsa d’opera, una serie di cambi di rotta - col senno di poi, fortuiti - mi hanno portato alla deriva. 

Fino all’ ultima pennellata infatti non sono stato realmente cosciente di quello che stavo facendo o di cosa stesse venendo fuori: sono stato assente durante quasi tutto il processo creativo quasi in modalità “pilota automatico” (un po’ come quando torni a casa in auto senza ricordare il tragitto fatto…).

Somewhere” quindi mi è parso un titolo azzeccato non solo per indicare il luogo remoto e sconosciuto ritratto, ma anche lo stato di trance dello spirito con cui è stato concepito. E tutto questo, giuro, senza uso di stupefacenti 😂

V Dimensione
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Con la V dimensione, tra le varie speculazione, si può intendere anche il piano onirico abitato dai nostri sogni. Con questa opera ho voluto rappresentare proprio un’ astrazione di quel mondo, dove materia, tempo, memorie e realtà vengono continuamente disfatti e creati, fusi e separati attraverso infiniti processi imperscrutabili che non si ripetono mai. 

Vi abitano forme vaghe, vicine e lontane che a tratti ci ricordano qualcosa subito prima di sfuggirci dalla mente; frammenti orfani di tempo e luogo che fluttuano in uno spazio che sembra contenerli e che a sua volta appare allo stesso tempo contenuto da quei medesimi frammenti.

Che cavolo ho detto 😳🫪 ??

Ogni tanto deliro, troppo acrilico inalato 😵‍💫

Astratto 2026 - 02
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Quest’opera, all’ opposto della precedente - “Astratto 2026 / 01” - rappresenta uno di quei rari casi in cui il risultato riflette coerentemente l’ idea di partenza. Non a caso è l’ opera con cui sono stato meno in conflitto durante tutto il processo creativo: c’è stata sinergia e intesa fin dall’inizio, dalla scelta stilistica,  ai materiali e ai colori usati. Insomma, il dialogo e il ritmo creativi sono stati piacevoli e sereni, e penso che tutto ciò si rifletta chiaramente sull’opera stessa. 

Cosa rappresenta non lo so (d’altronde non è necessariamente compito dell’autore aver contezza del suo operato, no ?) per questo non ha un titolo; l’ idea era di creare qualcosa di piacevole, e il fine per me quindi è stato raggiunto: guardo il lavoro ultimato e mi piace, punto.

Assegnare in questo caso un titolo o attribuirne un senso mi fa sentire come di forzare o imporre una identificazione che personalmente non sento il bisogno di rilevare.

Lascio all’immaginazione di chi guarda quest’opera a svelarne l’arcano 😉 Cioè, date pure voi un contributo 😆

Astratto 2026 - 01
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Con questa opera l’idea originaria si è persa progressivamente, allontanandosi al punto che averne in testa anche solo una parvenza mi risultava paradossalmente da ostacolo. Così mi sono arreso al flusso compositivo, abbandonandomi ad esso in un processo tutto in divenire, lasciandomi trasportare dalla corrente creativa senza oppormici. 

L’esito è stato spiazzante ! Mi spiego: non smetterò mai di stupirmi come nelle arti la scelta di perdersi sia a volte la via migliore per ritrovarsi e riscoprirsi. A maggior ragione trovo sorprendente che proprio l’opera successiva a questa - “Astratto 2026 / 02” - sia scaturita invece da un processo creativo del tutto opposto.

Astratto 2025 - 12
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Quest’opera è stata il mio primo “lutto” artistico di tutta la mia vita creativa (non solo pittorica).

Una disanima è d’obbligo, ma temo non sarò breve..😝

Dopo aver lavorato a lungo su cartoni telati avevo preso la decisione di passare alle tele, diciamo, canoniche e di misura maggiore. 

Quindi, pronto a mettermi nuovamente alla prova, mi accostai alla tela carico di aspettativa ed emozionato di inaugurare un nuovo percorso nella mia crescita artistica.

È stato un processo inaspettatamente sereno e il risultato. da incorreggibile pessimista, fu perfino al di sopra delle mie aspettative.

Purtroppo la gioia che mi pervase ebbe vita breve, allorché, nel passare la vernice finale, una reazione imprevista rovinò irrimediabilmente il dipinto 🥺

La mia vena artistica deriva dalla musica e, sebbene io sia ben conscio che sbagliare è fisiologicamente connaturato al processo compositivo di ogni forma d’arte, nella musica, appunto, si può sempre disfare un errore per ripartire dallo step ad esso precedente semplicemente premendo un tasto; quindi non ho mai vissuto la perdita reale di un’opera, anche perché sono sempre stato molto attento a ridurre fino all’ improbabile la malaugurata possibilità di una simile circostanza. Intendo che mi ero ben attrezzato con gruppi di continuità, hard disk supplementari e sistemi automatici di backup. Una Fort Knox impenetrabile alla perdita dati 🫡

Un protocollo di sicurezza, questo, che però, di contro, non mi ha emotivamente preparato al caso nefasto in cui. nonostante tutto, un simile evento invece si concretizzasse effettivamente.

Una eventualità questa - come ormai ho compreso bene - che nella pittura, diversamente dalla musica, è tutt’altro che improbabile o remota.

Dove la “tragedia” sono stato travolto per giorni da una sensazione di rabbia e poi di smarrimento. Emozioni inoltre esacerbate dal significato che questa opera in particolare aveva per me. 

Tuttavia dopo qualche tempo decisi di provare, per così dire, a “restaurare” il dipinto, aggiungendo altri strati e cercando di rigenerare le aree guastate nell’ intento di darle un senso nuovo. 

Insomma, alla fine anche questo episodio è stato istruttivo: un campo di prova per approcci azzardati che altrimenti non avrei avuto occasione di testare.

Il risultato è un’opera abitata da un’anima sicuramente diversa da quella originaria ma comunque viva, che porta con sé le cicatrici di una rinascita dolorosa a memoria di quello che era prima. 

C’è della bellezza anche nel dolore e anche per questo l’ arte infondo è come la vita…

Nascita Della Rosa
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

In questo caso avevo deciso di provare a cimentarmi con un tema floreale, così mi sono sforzato di restare aderente a questo proposito nonostante in corsa d’opera più volte sia stato tentato di dirottare il flusso creativo per vie più astratte. Una scelta premiante visto che, restare fedele al tema, mi ha concesso l’opportunità di assistere per la mia prima volta a quel fenomeno strabiliante che l’arte a volte regala, quando tra le trame del colore emerge spontaneamente una figura che trova da sé la collocazione più consona all’ interno dell’opera, quasi fosse stata sempre là in attesa di essere portata alla luce dal vuoto della tela bianca come un antico reperto perduto tra gli strati del tempo.

Così ho potuto assistere all’apparizione di una rosa al centro della composizione.

Un fiore nato spontaneamente che io ho solo aiutato a sbocciare. Una magia.

Chiave Di Sol
- Acrilico su tela 60 x 40 x 2,5 -

Questa opera è stata un campo di battaglia… ⚔️

Io vivo da sempre il processo creativo in maniera intimamente conflittuale ma in questo caso lo è stato particolarmente. 

Quando ho puntato lo sguardo sulla tela bianca mi ero presto convinto di azzardare a sperimentare nuove tecniche. Insomma sentivo che era il momento di provare a cimentarmi in qualcosa di nuovo, e, sebbene sembrava che avessi imboccato la via giusta, non sono riuscito a trattenermi dal complicare il cammino intrapreso (come al solito).

Così, tra continui cambi di direzione e ripetuti fare e disfare, non capii più dove fossi arrivato con l’opera: insomma, sentivo che non era finita ma non sentivo neppure di doverla finire, così l’abbondai e passai oltre.

Ma, tra la realizzazione di un’opera e l’altra, ogni tanto tornavo a questa, ritoccando qualcosa o aggiungendone un’ altra. E così fu per settimane, quando ad un certo punto, tra un tocco e un ritocco, cominciai a intravedere qualcosa che tuttavia continuava a sfuggirmi, come un deja vu; finché un giorno, fortuitamente, ruotando la tela di 180°, quel qualcosa mi si palesò prepotentemente davanti agli occhi.
Eccola là - pensai ad alta voce - una chiave di violino !
Finalmente sentii che l’opera era compiuta 💪🏻
Meglio tardi che mai.

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