STICK LANDA
- Acrilico su cartone telato 40 x 30 -

A dispetto della leggerezza del tema, la realizzazione di questa opera è stata particolarmente laboriosa.

Mi ero ispirato allo stile di un’artista che crea piccole opere materiche combinando pasta modellante e colori addensati a mezzo medium. L’idea era sia di testare questi coadiuvanti, sia di mettermi alla prova attraverso una tecnica che non mi appartenesse: vedete, in quel periodo, particolarmente, sperimentavo di tutto alla ricerca di un’identità artistica, per definire i miei limiti, per apprendere tecniche, testare medium e colori, ma soprattutto per trovare uno stile congeniale da caratterizzare e personalizzare.


Posso dire serenamente che non trovai difficoltà: lavorare con il colore attraverso queste modalità mi veniva naturale. Così realizzai velocemente 4 settori con l’idea di richiamare 4 geografie differenti e di abitarle con delle figure stilizzate cimentate in attività sportive e ricreative e contestualizzate nei diversi ambienti.
Mi sembrava un’idea divertente.


Il problema era lo spazio libero a disposizione, in cui inserire le figure, che risultò molto più limitato di quanto preventivato, pregiudicandone inoltre la proporzionalità che avevo tenuto in considerazione. Riguardo alle proporzioni, chiusi un occhio senza troppe remore: in fondo la natura stravagante dell’opera poteva perdonarne l’imprecisione.

Quindi restava la difficoltà di realizzare delle figure più piccole del previsto, che risultassero comunque dinamiche e dettagliate; inoltre mi preoccupava il rischio che, se non fossero venute precise alla prima botta, sarebbe stato poi complicato intervenire per effettuare le dovute correzioni.


Per cui, prima di tutto, valutai quale strumento utilizzare per disegnarle nella maniera più agevole possibile: quindi optai per marker acrilici a punta fine piuttosto che acrilico e pennello; poi mi parve assennato evitare di cimentarmi nella realizzazione delle sagome direttamente sul dipinto, quanto piuttosto di stabilirne per ognuna, preventivamente, assetto e collocazione, e di addestrarmi a realizzarne i tratti facendo ripetute prove su carta finché fossero venute senza tentennamenti e sbavature.


Feci dozzine di prove per ogni personaggio, una marea.

La strategia funzionò; sebbene, tutto sommato, non mancarono gli interventi correttivi in corso d’opera e post ultimazione, dettati più che altro dalla solita fastidiosa compulsione maniacale che ogni tanto prende possesso delle mie facoltà 🤯: come l’impulso masochistico di aggiungere molti più elementi di quelli preventivati o perfino di estendere l’opera oltre se stessa coinvolgendo pure il passe-partout 🫣


In conclusione, quest’opera è una delle pochissime rimaste fedeli, dall’inizio alla fine, all’idea da cui è scaturita; un’opera leggera, immediata, senza pretese concettuali, capace — spero — di suscitare un sorriso a prescindere dall’orientamento da cui si osserva: ruotare per credere… 🙃


P.S.

Avevo pensato di farci una serie, poi sono rinsavito 😆

Scherzi a parte, è un’idea che non ho ancora abbandonato, assieme a quella di rinsavire… 😜

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