BLACK ENTROPY
- Acrilico su tela 120 x 80 x 2 -

2ª opera della serie “Rainbow Life” —> Computer Mouse click per info sulla serie…

Il dipinto si trova esposto assieme a “Eclecticism” presso la galleria “La Bitta” di Roma fino al 30 giugno 2026.

Con questa opera ho cercato di rappresentare la caoticità del processo creativo che fallisce nel distillare dal disordine armonia ed equilibrio, muflone scornato annesso… 😂
Ebbene sì, non è un refuso — eh, magari — ho scritto proprio “muflone”.

A questo punto però, prima di proseguire con l’analisi introspettiva dell’opera, una spiegazione è d’obbligo… 


Dunque, dopo aver ultimato l’opera, ripongo distrattamente il dipinto a terra poggiato contro una parete della stanza per dare una sistemata al banco di lavoro.

La tela è là a terra, a pochi passi da me; la inquadro ogni tanto mentre mi barcameno nel pulire il delirio fatto per dipingerla, ma non la metto a fuoco, sono concentrato a fare altro.

Poi però ad un certo punto qualcosa nel dipinto cattura la mia attenzione; impiego qualche secondo per capire che cosa stessi guardando: non era lo stesso dipinto!
Beh, era ruotato di 180°…

Lo avevo riposto capovolto, così, senza dargli peso, ma non lo avevo mai osservato con attenzione in quell’orientamento; la sensazione era spiazzante perché mi sembrava di guardare il dipinto per la prima volta: l’opera in quel modo rivelava una lettura figurativa nuova e alternativa, e mi piaceva pure di più!


Tra l’altro l’aneddoto è un buon esempio della differenza tra guardare e vedere (materia per un altro buon pippone in un’altra occasione).


Da lì a breve avrei esposto l’opera; così, in fase di allestimento in loco, decido di appenderla non orientata come l’avevo dipinta ma ruotata quindi di 180°.

Più tardi, durante l’esposizione, ad un certo punto, mia madre si avvicina e mi fa: “bello l’animale”. 

Ed io: “quale animale?”.

E lei: “lì, in basso a sinistra”.

“Ma porca vacca, è un muflone!!”, imprecai nella mia testa 😳😳


Il quadrupede spuntava con il quadro capovolto, tuttavia non lo avevo mai notato prima, altrimenti avrei cercato quantomeno di dargli una parvenza equina più nobile di un muflone scornato 🐎

Eh, il cervello è una macchina capace di fare meraviglie, ma tra le tante facoltà ne possiede una che a volte può essere fastidiosamente controproducente: quando mette a fuoco un dettaglio che prima non vedeva, poi non vede altro! 🫣


Comunque, riprendendo il discorso sul tema entropico dell’opera (arriva la “supercazzola”), il mio pensiero è che sia la frammentazione sospesa della materia ad avvincere l’osservazione attraverso l’attesa che questa (la materia) si sostanzi mentre il piacere dell’osservatore abita la disattenzione stessa di quell’attesa. 

Sì, insomma, per dirla come mangio: nel caos, più che nell’ordine, c’è bellezza, perché, piuttosto che la certezza, è la tensione dell’attesa a tenerci avvinti nel piacere. 


L’aulica disanima iconologica distrae dal muflone?

No??
Allora invito a cercare i cubetti colorati…

Ebbene sì, non vaneggio (‘sta volta), ce ne sono anche di colorati, lo giuro sul muflone… 👍🏻
Beh, come dicevo, nel caos c’è bellezza; Mufloni a parte… 😅

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